ART. 32.25 RIFLESSI ESTIVI: MERRY & HAPPY, CHI SONO E PERCHÉ?
La fiaba degli auguri di Natale e Capodanno
C’era una volta, in un villaggio lontano, un coro di bambini che ogni inverno portava luce e calore nelle case con le loro canzoni. Un giorno, un viaggiatore inglese arrivò e insegnò loro a dire “Merry Christmas”.
“Merry” non significava soltanto felice, ma racchiudeva l’idea di una gioia contagiosa, vivace, allegra, di quelle che fanno ridere di cuore e abbracciare chi si ama. Per questo, in tutto il mondo anglosassone, gli auguri di Natale non sono semplicemente “felici”, ma pieni di un’allegria travolgente.
Passarono i giorni, e arrivò il Capodanno. Un altro viaggiatore, questa volta scozzese, insegnò ai bambini a dire “Happy New Year”. Qui la parola scelta fu “Happy”: una felicità più serena, che guarda avanti, che augura prosperità, salute e buona fortuna per i dodici mesi a venire. Una gioia meno rumorosa, ma duratura, come una promessa di futuro.
E così, generazione dopo generazione, il mondo ha imparato a distinguere: un Natale “Merry”, allegro e scoppiettante, e un Anno Nuovo “Happy”, felice e prospero.
Ma perché Babbo Natale veste di rosso?
Un tempo, il buon vecchio Santa Claus indossava abiti di vari colori: verde, marrone, persino blu. Il rosso arrivò più tardi, e non per magia ma per… marketing!
Negli anni ’30, la Coca-Cola decise di diffondere un Babbo Natale moderno e vicino alle famiglie. Lo vestì di rosso, lo rese paffuto, sorridente, bonario. Quell’immagine ebbe talmente successo da diventare il simbolo universale del Natale, tanto che oggi è quasi impossibile immaginare Babbo Natale con un altro colore.
E come in ogni fiaba, c’è una morale: gli auguri e i simboli che usiamo nascono da tradizioni antiche, ma si trasformano col tempo grazie a culture, viaggiatori e persino… pubblicità.
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Tantissimi auguri
Fulvio
Se un problema può essere risolto lo sarà. Se non può essere risolto, è inutile preoccuparsene. - Dalai Lama XIV
Dimenticate le ingiustizie, non di dimenticare mai gentilezze – Confucio
Chi smette di fare pubblicità per risparmiare soldi è come se fermasse l’orologio per risparmiare il tempo - Henry Ford
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