
NL2726 | E SE TORNASSIMO A LAVORARE? RIMETTERE I SOCIAL AL LORO POST
C’è una domanda che da qualche tempo continuo a farmi, anche se so perfettamente che potrebbe giocarmi contro.
Abbiamo davvero bisogno di essere sempre sui social?
Lo chiedo mentre scrivo una newsletter destinata proprio a LinkedIn e la contraddizione è evidente. Forse, però, è proprio per questo che vale la pena parlarne.
Negli ultimi anni abbiamo chiesto alle aziende, ai dirigenti e ai collaboratori di essere presenti, pubblicare, commentare, condividere, raccontare. Abbiamo trasformato la presenza digitale in una sorta di appuntamento quotidiano al quale sembra quasi impossibile mancare.
Ma essere presenti non significa necessariamente essere utili.
Forse è arrivato il momento di recuperare una parte di quel modo di lavorare che abbiamo troppo velocemente considerato vecchio.
Un sito aziendale curato, aggiornato e capace di raccontare davvero chi siamo.
Una mail scritta perché abbiamo qualcosa di importante da comunicare e non perché dobbiamo rispettare un piano editoriale.
Una telefonata quando cinque minuti di voce possono evitare venti messaggi.
Un incontro quando guardarsi negli occhi può permetterci di capire quello che nessuna piattaforma riesce a raccontare.
Non credo che dobbiamo cancellare i social, credo, piuttosto, che dobbiamo rimetterli al loro posto.
Il sito dovrebbe tornare a essere la casa dell’azienda. Il luogo nel quale trovare la sua storia, le persone, i progetti, le competenze, le esperienze e soprattutto i contenuti che meritano di rimanere.
La mail dovrebbe tornare a essere una comunicazione che arriva perché necessaria, pensata per qualcuno e non semplicemente distribuita a tutti.
E i social?
Possono continuare a essere una finestra, un incontro, un collegamento, magari la strada che conduce alla nostra casa. Ma non dovrebbero diventare la casa stessa.
Forse dovremmo chiedere anche ai nostri collaboratori e ai nostri dirigenti meno presenza obbligatoria e più pensiero, meno contenuti prodotti per alimentare un algoritmo e più contenuti capaci di alimentare una relazione, una conoscenza, una decisione.
Perché il tempo trascorso a raccontare continuamente ciò che facciamo è comunque tempo sottratto, almeno in parte, al fare.
Non è nostalgia.
Non significa tornare indietro.
Significa recuperare alcune buone abitudini e portarle nel presente:
- scrivere quando abbiamo qualcosa da dire
- telefonare quando serve parlare
- incontrarsi quando serve capire
- utilizzare il sito aziendale come patrimonio
- utilizzare i social quando possono realmente aggiungere qualcosa.
Io stesso continuerò probabilmente a utilizzare LinkedIn. Ma vorrei provare a farlo con una domanda in più prima di premere “pubblica”: quello che sto per scrivere è davvero utile a qualcuno?
Se la risposta è sì, pubblico.
Se la risposta è no, forse quel tempo posso utilizzarlo meglio.
Anche lavorando.
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